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Da una parte il Napoli che manovrava con il direttore sportivo Cristiano Giuntoli su indicazione del presidentissimo, Aurelio De Laurentiis, dall'altra Gino Pozzo appoggiato dal consulente Claudio Vagheggi, al centro il brasiliano Allan desiderato dal club azzurro e la possibile contropartita, il centravanti colombiano Duvan Zapata.

 

Si chiude la trattativa una sera di luglio, il 21 luglio 2015, nella sede dell'Udinese. Il brasiliano va, il colombiano viene, ma solo in prestito. Due affari separati, ma fratelli. E figli delle quotazioni: da Allan l'Udinese ricava 11,5 milioni subito più tutta una serie di bonus, si dice, centrati considerato il futuro.

 

E Zapata che per due anni gioca a Udine. Benino, ma non benissimo tra infortuni e imbarazzi tecnici: ora che è esploso a Bergamo molti si chiedono perché Pozzo non cercò di riscattarlo nel 2017. Più corretto sarebbe chiedersi perché non cercò di prenderlo subito in quel luglio 2015. Il Napoli voleva circa 8 milioni. Adesso per strattarlo alla Dea ne servono 40.

OGGI ABBIAMO PARLATO DI

CASA UDINESE

a cura di Simonetta D'Este

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